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Storia dei viaggi in ferrovia

La storia di un invenzione e dei mutamenti che ha prodotto nella vita quotidiana, nella mentalità, nella cultura.
Centocinquant'anni fa George Stephenson inventava la locomotiva e con essa la ferrovia, la principale innovazione del XIX secolo. Opinione dell'autore di questo saggio - che si pone al crocevia tra storia della cultura, della tecnologia e della società - è che tale invenzione non abbia soltanto dato un decisivo impulso alla rivoluzione industriale, accelerandola, ma abbia altresì irreversibilmente modificato la percezione dello spazio e del tempo. Per John Ruskin, ad esempio - più volte citato accanto a De Quincey, Dickens, Zola - il viaggiatore è diventato un 'pacco', la vecchia carrozza a cavalli, in cui una loquace compagnia era in rapporto diretto con la natura circostante e con il mezzo di locomozione, è stata rimpiazzata dal 'proiettile' sbuffante che sfreccia - sempre a rischio dell'incombente catastrofe - entro una natura a malapena percepita. E proprio il viaggio in ferrovia diventa nell'Ottocento la prima esperienza industriale di massa nella nuova civiltà meccanica. Lo scompartimento, la diversa situazione dialogica che vi si instaura a seconda della sua realizzazione tecnica, gli inquietanti crimini che vi sono perpetrati, la particolare discendenza del vagone americano dal battello a vapore sono alcuni dei temi su cui si sofferma l'autore. Egli affronta in seguito l'atteggiamento di scrittori e critici nei confronti del nuovo mezzo di trasporto, la patologia del viaggio in ferrovia, che coglie in particolare dall'angolo visuale del disastro ferroviario e delle sue conseguenze psicologiche. Ampio spazio è riservato, infatti, agli scritti di Sigmund Freud e Karl Abraham sulle nevrosi traumatiche. La metropoli, la stazione, la rivoluzione urbanistica comportata dalle 'rotaie in città', gli sventramenti di Haussmann nella Parigi del Secondo Impero sono altrettante suggestive tappe di questo saggio, in cui sentiamo echeggiare le idee di Georg Simmel e Walter Benjamin. Non meno attraenti gli excursus sullo spazio dell'architettura in vetro, sulla storia dell'affaticamento industriale, sull'introduzione del grande magazzino nella metropoli per eccellenza, la 'Parigi capitale del XIX secolo'. Quello che il volume vuol cogliere sono proprio i nessi tra le nuove tecnologie e i rapidi mutamenti che esse introducono nella mentalità collettiva, nel gusto e nel costume. La ferrovia diventa così il reagente che fa diventare limpidi e brillanti ai nostri occhi i tratti salienti di un'epoca.

Autore: Wolfgang Schivelbusch

Editore: Einaudi

Lingua: ita

20€


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